A fianco di mio fratello Blaise

30,00€

Scheda tecnica

sottotitolo Lettere, opuscoli, versi
autore Jacqueline Pascal
pagine 432
data pubblicazione 02/01/2018
editore MORCELLIANA
curatore a cura di Domenico Bosco
prezzo in euro 30
collana FILOSOFIA
EAN 9788837231231

Dettagli

Personalità brillante, tra le più riconosciute nel Seicento, Jacqueline Pascal è «figlia e sorella esemplare, monaca per scelta» e giovane dal precoce genio poetico, come si legge in queste pagine. Sono raccolti, in ordine cronologico, i suoi scritti scelti tra i primi versi, i sonetti e una fitta corrispondenza con i membri della famiglia: il padre, la sorella Gilberte, le nipoti, e non per ultimo il fratello Blaise, del quale traccia un inedito ritratto e con cui scambia lettere che lasciano trasparire la dualità di un rapporto fatto di complicità ma anche di scelte e punti di vista differenti, capaci di generare veri e propri “uragani”, per poi lasciare nuovamente spazio al sereno. Sono queste le memorie di una giovane che rinuncia alla vita mondana per indossare le vesti di suor Jacqueline de Sainte Euphémie e dedicare tutta la propria esistenza alla ricerca spirituale, al servizio a Dio, che realizza attraverso la mansione di educatrice interna al monastero. Testi dai quali non può non trasparire l’aria di fermento culturale in atto nella abbazia di Port-Royal, culla della Riforma cattolica e del giansenismo, del quale racconta la storia che si intreccia a quella di donna e monaca: alla storia di un’anima.


Jacqueline Pascal (1625-1661), sorella di Blaise e poetessa, esercitò un profondo influsso spirituale sul fratello.

Domenico Bosco insegna Filosofia morale all’Università degli studi di Chieti e Filosofia della religione all’Università Cattolica di Milano. Per Morcelliana ha curato: M. De Certeau, Sulla mistica (2010); M. Blondel, Che cos’è la mistica? (2011); Pierre de Bérulle, Elevazione a Santa Maddalena (2013); J. Baruzi, Giovanni della Croce (2017) e B. Pascal, Lo spirito della geometria e altri scritti pascaliani “sul metodo” (2017).




«Ella era allora religiosa e vi conduceva una vita talmente santa da edificare tutto il monastero. Essendo in questo stato, ebbe pena a vedere che colui a cui era debitrice presso Dio delle grazie di cui godeva, non possedesse le medesime grazie; dal momento che Blaise la vedeva spesso, ella gliene parlava pure spesso ed, infine, lo fece con tanta forza e dolcezza da persuaderlo a ciò a cui egli l’aveva per primo persuasa, ad abbandonare il mondo e tutte le conversazione del mondo; così che egli si risolse a togliere tutte le cose inutili della propria vita con pericolo stesso della salute, perché credette che la salvezza era preferibile ad ogni cosa. Aveva allora circa trent’anni ed era sempre malato; è da questo periodo che ha abbracciato il modo di vivere nel quale si è mantenuto fino alla morte».
(Gilberte Périer)

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