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IX INCONTRO DEL GIORNALE DI METAFISICA

Dettagli

L'VIII Incontro del Giornale di Metafisica avrà luogo a Perugia il 26 e 26 Ottobre 2018, sul tema :

Risorse critiche dell'ermeneutica

In collaborazione con la Fondazione Moretti-Costanzi
dell’Università degli Studi di Perugia
Perugia, 25-26.10.2018
Aula delle tesi Palazzo Florenzi, Piazza Ermini, 1

La svolta ermeneutica della filosofia, che nella seconda metà dello scorso secolo sembrò imporsi con tale autorevolezza sugli scenari del dibattito mondiale da giungere a configurare una sorta di koinè del pensiero speculativo, conosce oggi una più incerta fortuna. Senza aver sopportato l’onere di un preventivo e adeguato assedio, alcuni contrafforti, che apparivano inespugnabili, vacillano all'intrecciarsi di nuove alleanze fra discipline, metodi, interessi antichi e recenti della ricerca filosofica. La rinascita della ricerca metafisica su un crinale che non la vede più in un rapporto di rivalità con la grande tradizione dell'empirismo moderno, ma anzi, a volte, ne favorisce l'intesa, sembra rimettere in piedi il sogno sei-settecentesco di un progresso lineare nella ricerca speculativa, simile per alcuni versi a quello della ricerca empirica e in grado di dialogare efficacemente con quest'ultima. Lo sviluppo dell'odierna filosofia della mente lungo i sentieri di ricerca tracciati dalle neuroscienze e dalle scienze della vita toglie spazio alle forme ormai "classiche" di analisi del linguaggio legate alla cosiddetta svolta pragmatico-linguistica. I tempi della "via lunga" di Ricoeur scivolano silenziosamente alle nostre spalle, mentre la stessa fenomenologia, che aveva costituito sia teoricamente che storicamente il coté di riferimento privilegiato della svolta ermeneutica nata, con Heidegger, nel suo seno, sembra ravvisare nelle scienze cognitive un fronte di interlocuzione più fecondo. Resta da vedere in che modo e con quale incidenza trovano spazio nel nuovo panorama di pensiero alcune acquisizioni che apparivano e ancora oggi appaiono a molti irrinunciabili, come la configurazione dell'essere come "evento", la sua finitezza, la sua costitutiva storicità i tratti architettonici, insomma, su cui si regge il nesso del rinvio reciproco fra verità e interpretazione, fra segno ed evento, fra parola e azione. Non è un caso che anche la laboriosa pars destruens della svolta novecentesca, incentrata sulla critica del pensiero oggettivante e sulla messa in mora della rigida dicotomia tra fatti e interpretazioni, perda mordente e su di essa pesi anzi il sospetto di alimentare una deriva nichilistica che volge le spalle alla solidità del reale.

In realtà, per quanto variegate e complesse siano le sue direzioni di sviluppo, è difficile separare i destini dell'ermeneutica novecentesca, metodo e insieme cammino di pensiero, da quelli della vertenza critica radicale che essa impegna a partire da Heidegger, ma talora prendendone vivacemente le distanze - nei confronti della metafisica e della sua tradizione. Volgendosi contro l'assillo metafisico di chiudere il circuito della ricerca delle cause e dei principi in una mossa estrema e non più replicabile di accesso a ciò che è "primo", l'ermeneutica tenta di attivare una modalità più severa e sofferta di esposizione al reale, ostinandosi a tenere in tensione il legame del pensiero a quanto, del reale, si sottrae tuttavia ai propri sforzi di categorizzazione e di controllo. Comunque se ne valutino gli esiti, le risorse critiche messe a frutto in questa non facile impresa - le cui ricadute sul terreno dell'etica e della cosiddetta "filosofia pratica" sono note- meritano di non andare disperse. Nel nuovo panorama di riferimento, la tenuta della tensione di cui si diceva è forse meno percepibile. E' meno avvertita, di conseguenza, la radicalità dell'istanza critica di cui la metafisica è fatta oggetto e alla quale può rispondere, probabilmente, solo a condizione di provarsi a risponderne, ossia a farsene carico, in certo senso, per proprio conto. In breve, è in gioco proprio il fecondo rapporto di competizione ma insieme anche di prossimità, che ha legato nello scorso secolo metafisica ed ermeneutica; un legame in cui può valer la pena, invece, di scavare più a fondo, prendendolo come una risorsa che può ancora essere messa utilmente a frutto. La scelta di intestare questa nona edizione all'esplorazione delle risorse critiche dell'ermeneutica si iscrive a pieno titolo nel programma degli "Incontri" che il GdM
dedica all'approfondimento delle vicende e delle prospettive della metafisica nel dibattito attuale. Al tempo stesso, proponendo sul tema una discussione a tutto campo, senza pregiudiziali di alcun genere, l'Incontro di Perugia intende sollecitare una pausa di riflessione e alimentare un certo spirito di vigilanza: per quanto promettente e ricco sia il panorama di riferimento del pensiero agli esordi del nuovo secolo, abitarlo in modo non ingenuo è possibile, probabilmente, a condizione di non perdere i frutti più sofferti della fatica speculativa del Novecento.






 Programma del IX Incontro del Giornale di Metafisica

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