Confutazione della dottrina di Apollinare
Composto verso la fine del IV secolo e qui presentato con testo greco a fronte e note di commento, l’Antirrheticus aduersus Apolinarium è il prodotto più maturo della cristologia di Gregorio di Nissa. In esso l’autore confuta l’eresia risalente ad Apollinare di Laodicea, secondo il quale Cristo non avrebbe in sé due nature, divina e umana, ma una sola, divina, che ha assunto un corpo privo di intelletto, sostituendosi a quest’ultimo. Se la carne è consustanziale al Figlio di Dio, ciò significherebbe che Cristo è fin da principio uomo e che a morire in croce fu Dio stesso. Per dimostrare l’empietà di tale dottrina Gregorio cita, spesso letteralmente, passi della Dimostrazione dell’incarnazione divina a somiglianza dell’uomo di Apollinare, conservando così frammenti di un’opera altrimenti quasi interamente perduta. Il percorso argomentativo tracciato conduce a ribadire che Cristo si è reso in tutto simile a noi per poterci rendere simili a lui: Dio, incorporeo e immateriale per essenza, si mescola alla natura umana come un sole che, scendendo ad abitare in una grotta, al suo arrivo dissipa le tenebre.
Antonio Stefano Sembiante, filologo classico, è ricercatore postdoc presso l’Istituto Italiano per la Storia Antica. Ha curato l’edizione critica, con traduzione italiana e commento, della versione siriaca del De cohibenda ira di Plutarco (Peeters, 2025) e i Sermoni sui vangeli delle domeniche di avvento di sant’Andrea Avellino (Satura, 2019).
- Autore
- Gregorio Di Nissa
- Titolo
- Confutazione della dottrina di Apollinare
- Sottotitolo
- Con testo greco a fronte
- Curato e tradotto da
- Antonio Stefano Sembiante
- Marchio editoriale
- Morcelliana
- Pagine
- 304
- Collana
- Letteratura Cristiana Antica
- CategoriaEditore
- V
- CodiceStatoDisp
- D
- Anno di pubblicazione
- 2026
- Prima edizione
- 2016