Il dramma dell’umanesimo ateo
Disponibile dal 21 agosto
Henri de Lubac pubblica Le drame de l’humanisme athée nel 1944, nel contesto di una Francia occupata dalle truppe tedesche. L’opera non è un testo accademico. Si tratta, piuttosto, di un lavoro militante che si inquadra nella fattiva e coraggiosa partecipazione alla resistenza, da parte dell’autore, alla dominazione nazista.
Se si esclude Dostoevskij, e in parte Kierkegaard, che svolgono il ruolo di figure positive, i tre autori presi in considerazione nel volume, Feuerbach (e dietro di lui: Marx), Nietzsche, Comte, rappresentano i tre avversari del momento. Se la critica al marxismo risulta sfumata, per motivi facilmente comprensibili data la rilevanza della componente comunista nell’opposizione ai nazisti, quella a Nietzsche è manifestamente volta contro il neopaganesimo germanico, padrone della Francia.
Il libro assumeva, da questo punto di vista, un chiaro significato politico; era un’opera di “resistenza”, ideale innanzitutto, al compromesso delle menti e dei cuori, che il neopaganesimo, ateo e liberticida, chiedeva ai cristiani.
(Massimo Borghesi)
Henri de Lubac (1896-1991), gesuita e professore di Teologia fondamentale presso le Facultés Catholiques di Lione, è stato uno dei maggiori teologi del Novecento. Per Morcelliana ricordiamo: Il pensiero religioso del padre Teilhard de Chardin (1967); La preghiera di padre Teilhard de Chardin. Nota sull’apologetica teilhardiana (1968); La Sacra Scrittura nella tradizione (1969); Pluralismo di Chiese o unità della Chiesa? (1973).
- Autore
- Henri De Lubac
- Titolo
- Il dramma dell’umanesimo ateo
- Traduzione
- Ludovico Ferino
- Prefazione
- Massimo Borghesi
- Marchio editoriale
- Morcelliana
- Pagine
- 352
- Collana
- Pellicano Rosso
- CategoriaEditore
- V
- CodiceStatoDisp
- V
- Anno di pubblicazione
- Numero di edizione
- 10
- Prima edizione
- 1949