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La disumanizzazione dell'arte
Disponibile dal 6 marzo
Questo testo, pubblicato nel 1925, è un tentativo di comprendere il rinnovamento introdotto nell’arte dalle avanguardie del primo Novecento – anche nei risvolti sociologici anticipando le celebri e profetiche analisi di Ortega sulla massificazione. L’arte nuova, senza trascurare quella spagnola e in particolare Picasso, si oppone al romanticismo e al realismo caratterizzandosi come irreale: rappresenta la negazione del passato come ideologia, concepisce il gesto artistico come un gioco, usa la metafora come forma mimetica e individua nell’ironia una peculiare attitudine dissacrante. Rispetto alla crisi socio-politica e culturale spagnola ed europea della prima parte del secolo scorso, rappresenta una possibile speranza di salvezza rispetto all’opprimente serietà della vita reale.
José Ortega y Gasset (1883-1955), filosofo e saggista spagnolo, ha influito largamente sulla formazione intellettuale della gioventù spagnola interessandosi alle cause storiche e psicologiche del disagio del suo paese. La sua opera più nota è La ribellione delle masse (1930), in cui ha aspramente criticato la società occidentale nata tra fine Ottocento e inizio Novecento, quando le masse hanno travolto le élites culturali.
- Titolo
- La disumanizzazione dell'arte
- A cura di
- Armando Savignano
- Marchio editoriale
- Morcelliana
- Pagine
- 128
- Collana
- Estetica
- CategoriaEditore
- V
- CodiceStatoDisp
- V
- Anno di pubblicazione
- 2026